Ireland, simply.

By monossido On novembre 10th, 2011

Articolo pubblicato precedentemente sul mio blog, lorenzobraghetto.com

Premessa

Quest’estate sono stato in Irlanda (ne avevo scritto prima di partire) ben 20giorni, dal 26 luglio al 14 agosto, con la stessa combricola dell’Islanda che sta dietro alla creazione di quasiarrivati.com.

Già dal giorno stesso in cui sono rientrato a casa (siamo atterrati in Italia verso pranzo) mi ero ripromesso di scrivere un post a riguardo, un po’ come feci con l’Islanda. Apettavo il momento giusto, quando avrei avuto un po’ di calma e tranquillità. Sapevo però che più passava il tempo meno sarei stato ispirato e l’ispirazione è una componente fondamentale sia per avere la voglia di scrivere che per scrivere bene. Ed è per questo che non ho scritto niente fino ad ora.

Comunque sono qui, dopo quasi tre mesi, a tentare di scrivere qualcosa, probabilmente ne nascerà un post più razionale e meno istintivo di quello dell’anno scorso. Comunque come dissi nel caso del post sull’Islanda: “Devo scrivere dell’Islanda, voglio scrivere dell’Islanda…! Fra qualche anno rimarranno solo le foto e i miei ricordi, sempre più flebili.”

Partiamo con una piccola premessa, forse aver fatto prima il viaggio in Islanda e poi quello in Irlanda non ha aiutato più di tanto a godere della natura e dei panorami irlandesi :) . Semplicemente perchè i migliori panorami Irlandesi assomigliano in qualche modo a quelli Islandesi, principalmente per la mancanza di alberi e abbondanza del verde dell’erba o del muschio, penso alle scogliere Irlandesi ovviamente. Il problema però è che il paragone purtroppo non regge ed è totalmente a favore dell’isola dei ghiacci; per questo dico a chi è andato in Irlanda ed è rimasto colpito dai panorami offerti, andate in Islanda! ;)

Cerco comunque di non lamentarmi troppo, i paesaggi irlandesi sono assolutamente notevoli, il problema è che vanno ricercati con attenzione, scegliendo posti famosi per questo o seguendo consigli di chi li conosce già. In Islanda invece questo problema non l’abbiamo avuto nonostante ci muovessimo a piedi e molto meno in autobus.

Paesaggi e bici

Un esempio può essere la Ring of Kerry, un bel giro che percorre in circolo l’omonima penisola. Viene percorsa sia a piedi che in bici. Noi l’abbiamo fatta in bici (fortunatamente visto che anche i percorsi a piedi, pur tagliando, comprendevano molta strada asfaltata, cosa che non sopporto) e posso dire di essere stato colpito giusto da una spiaggia per la parte nord, dal parco naturale verso sud-est alla fine del giro (che purtroppo abbiamo fatto di corsa devo ancora capire perchè) e dalla parte più a ovest di tutta la penisola (che è anche la parte più a ovest di tutta l’Irlanda), compresa una piccola isoletta raggiunta solo da un traghetto.

Questa parte più a ovest del giro è stata la più bella (dopo il parco forse) e nonostante ciò di solito non viene indicata dal giro classico della ring of kerry, ma viene considerata un’estensione per chi ha più tempo a disposizione; per il resto i panorami offerti non erano particolarmente degni di nota.

Piccolo appunto riguardo il Viaggio in bici, assolutamente eccezionale, riesce a darti un senso di libertà ancora più grande del muoversi a piedi perchè riesci ad essere più autonomo negli spostamenti e nel frattempo continuare a basarti solo su te stesso, il tuo fisico, la tua forza di volontà e giusto un semplice mezzo meccanico facilmente gestibile da chiunque.

Le città, i villaggi e il vero spirito irlandese

Questo tema del sapere bene dove andare e dove cercare i posti più belli si ripete anche nelle città Irlandesi, facendo sempre il paragone con l’Islanda questo va imputato semplicemente alla maggior popolazione Irlandese e alla maggior contaminazione del mondo globalizzato che si scontra con le tradizioni.

Parlo principalmente del luogo sacro per ogni irlandese e autentico punto di incontro per l’intera comunità, che sia un villaggio, una piccola città o un quartiere di Dublino, il pub.

Riconosci subito se sei entrato in un pub per turisti o in un vero pub tradizionale da 3 cose:

  • L’ora di chiusura, i pub tradizionali credo non rimangano tanto aperti dopo mezzanotte, massimo una.
  • Presenza o meno di bambini e di persone non proprio più giovanissime, si in un pub tradizionale puoi incontrare mocciosi che scorazzano fra i tavoli.
  • Tipo di musica, live? Tradizionale? Strumenti classici irlandesi?

Questo l’abbiamo imparato pian piano e per quanto mi riguarda un po’ di rimpianto per non aver capito subito di dover puntare ai pub tradizionali ce l’ho. Spesso però sorgevano problemi logistici, da bravi italiani ci piace mangiare tardi e chiaccherare attorno alla tavola (o al fornellino :) ) per questo gli orari di chiusura a volte ci stavano stretti, oppure semplicemente il luogo dove si piantava la tenda era lontano rispetto il pub.

Nei piccoli villaggi di pescatori, che in estate si riscoprono dediti al turismo, la sera, dopo che gran parte dei turisti hanno deciso di fermarsi per la notte in qualche città più grande, puoi assistere a scene straordinarie; le strade completamente vuote, la nebbia che sale dall’oceano e i pub colmi di Irlandesi brilli che bevono e ascoltano musica tradizionale assieme a qualche timido viaggiatore che invece ha capito che il vero spirito irlandese è lì, in quella pinta di Crean’s e in quel Tin Whistle.

La gente

Se venti giorni non sono bastati ad avere un’idea completa (nei limiti ovvi di un semplice viaggio) di come siano gli Irlandesi è solo colpa nostra, un’impressione però me la sono fatta, sono gente semplice, orgogliosa, estremamente socievole, ma anche discreta. Basta dire che più di una volta ci siamo ritrovati a campeggiare in zone non proprio consone nei pressi di piccole e grandi città (grandi per l’Irlanda, non Dublino) e nessuno ci ha mai creato problemi, nemmeno la polizia stessa. Quando chiedavamo a qualcuno se l’idea di campeggiare in questi posti fosse o meno una buona idea ci rispondevano che si, probabilmente non era legale, ma che nessuno sarebbe venuto a crearci problemi.

Inutile dire che quando ci è capitato di chiedere ad un contadino, in mezzo alla campagna del Connemara, se era possibile usare il suo prato inutilizzato come posto per campeggiare ci ha risposto di si, chiaramente felice di poter essere utile!

Un altro evento che ci ha permesso di conoscere un po’ meglio gli Irlandesi è stato a Dingle (ovest dell’Irlanda), quando un pescatore aggirandosi per il campeggio regalava pesce, dei piccoli sgombri, perchè ne aveva pescato troppo. Gentilmente noi rifiutammo perchè con un semplice fornello, tecchie e senza condimenti non avremo combinato un gran che; a quel punto però un ragazzo di Belfast, con moglie e figlio nostri vicini di tenda, prese il resto del pesce e insistette perchè quello in più lo cucinassimo pulito, speziato e imburrato da lui. Potevamo dire di no? :)

Informali è un’altra definizione di questo popolo sentita direttamente da un Irlandese, che parlava un discreto italiano, in un pub di Dublino (il Cobblestone, forse uno dei migliori pub in cui siamo stati, consigliato da un ragazzo di lì incontrato ad una stazione degli autobus fra Dingle e Cork). Era un amante dell’Italia e sosteneva che i nostri due popoli si assomigliassero molto proprio per questa attitudine ad essere semplici e informali.

Volete un esempio di quello che vi ho detto verificabile facilmente da casa? Oltre alla musica Irlandese in generale, ascoltate Whiskey in the Jar, parla di un bandito irlandese che derubò un funzionario corrotto, ovviamente inglese, e finì in prigione perchè tradito dalla moglie/amante; nonostante ciò…there’s whiskey in the jar! :) (la tematica della canzone in realtà è ben più profonda ed è spiegata qua)

Only the Irish could make a happy song about a man sitting in prison, betrayed by his woman, and still make it cheerful. On the other hand: There´s whiskey in the jar!

commento su youtube

Insomma in Irlanda più che in altri posti bisogna saper vivere la terra, il popolo e le tradizioni mischiandosi con chi vive in quei posti. E se da un certo punto di vista questo non è per nulla difficile, basta entrare in un pub con lo spirito giusto visto che statisticamente è difficile non conoscere qualcuno, bisogna comunque organizzare e iniziare il viaggio con questo spirito.

Tipo di Viaggio

La nostra tipologia di viaggio è stata sicuramente particolare, siamo riusciti a incarnare un po’ tutti i tipi di viaggiatore, dagli sporchi e cattivi “trekker” che camminano in mezzo al fango, ai cicloturisti da decine di km al giorno, ai turisti da grandi spostamenti in autobus, a chi preferisce la tenda e sacco a pelo al materasso, a chi preferisce l’ostello all’hotel, al classico turista della fabbrica Guinness e dei musei. Mancava solo l’autostoppista (purtroppo :( …ho cercato di convincere i compagni ma non tutti erano d’accordo) e il canoista ;) (c’era una mezza intenzione di farlo) . Mi reputo sicuramente fortunato a riuscire e ad avere la voglia di fare questo tipo di viaggi, il 98% delle persone si sogna queste cose.

Sconsiglio comunque l’Irlanda a piedi, o meglio non consiglio di incentrare tutto un viaggio su quello (altra sostanziale differenza con l’Islanda). Naturalmente non l’ho vista tutta, ma noi abbiamo fatto un pezzo di Connemara, la western way, 3 giorni di cammino da Oughterard a Leenaun, belli sicuramente, anche faticosi (l’ultimo 12 ore di cammino), ma originariamente dovevano essere almeno 5 con arrivo fino a Westport.

Perchè? Principalmente perchè non stiamo parlando dell’Islanda, ne delle nostre dolomiti, poi perchè, come ho detto, lo spirito Irlandese è in altri luoghi. Inoltre c’è il meteo.

Io non odio particolarmente la pioggia, i giorni della pioggia da 10 minuti e via non rappresentavano alcun problema. Se però piove veramente tutto il giorno, psicologicamente ne risenti, soprattutto se  tu sei lì a faticare. Tutto il giorno sotto la pioggia, mangi riparato sotto un albero, lavi le tecchie bagnato fradicio, la sera pianti la tenda velocemente, ti butti dentro e non esci più, cucini in abside e ti addormenti alle 9. Sembra una cosa terribile, ma se fatta una volta può anche essere una discreta figata. Il problema è il giorno dopo, quando ti svegli e senti il rumore delle gocce sulla tenda, esci già tutto bardato, fai lo zaino costantemente umidiccio (se sei stato bravo a non bagnarlo completamente) e ti rimetti in cammino dove ti porta il vento…o dove vedi un po’ meno nuvole.

Giusto per essere chiari non è stato sempre così, solo qualche giorno lo era, ma guardacaso proprio i giorni in cui siamo andati a camminare :) (dipende molto dalla zona, Dublino è meno piovosa).

Altro cosa che non mi sento di consigliare, se non agli amanti del genere, è la tenda; da un certo punto di vista c’è il grosso vantaggio di poterla piazzare dove si vuole se ci si trova in campagna, sia in bici che a piedi, come ho detto basta bussare a qualche casa di proprietari di un qualche campo e grossi problemi non ce ne sono, da un altro punto di vista però i campeggi non sono assolutamente pensati per chi si muove in tenda, ma più per chi si muove in camper. Generalmente il prezzo è altino, nelle medie e grandi città spesso sono lontani, cucine non ce ne sono, ma tanti microonde, dispense, lavatrici, asciugatrici, frigo e a volte anche freezer; insomma l’impressione è che i servizi fossero incentrati su chi si ferma a lungo nello stesso posto. In generale comunque poche tende e tanti camper.

Assolutamente positive le esperienze con gli ostelli, sia l’ostello dove siamo stati a Dublino che soprattutto gli ostelli con spazio per la tenda. Questi ultimi ti permettono di spendere come un campeggio, ma di avere accessi a tutti i servizi in condivisione di un ostello. Non se ne trovano molti purtroppo ma vale la pena tenere sempre sott’occhio gli ostelli nelle guide anche se avete una tenda.

Il modo più diffuso di pernottare in Irlanda è senza dubbio il Bed & Breakfast, ce ne sono veramente uno ad ogni angolo, purtroppo noi non li abbiamo provati, sicuramente costano più dei campeggi, ma alcuni consigliano di sfruttare a pieno le laute colazioni e saltare il pranzo. Forse un misto di B&B e di tenda nei posti più sperduti o quando si vuole risparmiare può essere l’ideale.

Le città

Qualche appunto sulle 3 grandi città che abbiamo visitato:

  • Galway:
      • “Nice”, giovanile, ma molto “continentale” e turistica, poco Irish, almeno per quanto riguarda il centro. Tanti ristoranti (turistici) e tanti musicisti di strada.
      • Abbiamo mangiato al Finnegans Corner, forse uno dei pochi ristoranti Irish, consigliato dalla Lonely Planet, non troppo costoso. Ho mangiato Salmone affumicato (foto foodspotting, voto 8) e Sheppards Pie (foto foodspotting, voto 6- ) consigliato.
      • Birra tipica locale, la Hooker (si trova solo lì).
  • Cork
      • Città molto moderna con un grande centro città, gli abitanti ci tengono a far sapere che è molto più pulita e con meno criminalità di Dublino :) . In centro solo esclusivamente locali moderni e turistici, uscendo si trovano pub tradizionali, ma proprio qui abbiamo capito che chiudevano a mezzanotte-una.
      • Molto bello l’English Market, un classico mercato al coperto in centro.
      • Birra tipica locale, Beamish, diretta concorrente della Guinness!
  • Dublino (in poche parole)
      • Qui, ovviamente, più che in altri posti, il turista consapevole deve stare particolarmente attento a non accontentarsi delle attrazioni turistiche. Un salto di venerdì/sabato sera nel quartiere Temple Bar è naturalmente d’obbligo, ma i veri pub anche qui sono più fuori dal centro.
      • Fastfood e negozi di souvenir ad ogni angolo, autobus dappertutto, discreto casino, possibilità di incontrare gente poco raccomandabile (prima sera in pieno centro un tipo ci insegue urlandoci non so cosa). Ovviamente più popolata quindi più giovani e più incontri nei pub.
      • Qui si beve la vera Guinness direttamente dalla fabbrica, il tour dentro all’edificio a forma di pinta è un must, abbastanza turistico ma ne vale la pena. Alla fine all’ultimo piano hai una panoramica a 360 gradi su Dublino.
      • Ancora meglio secondo me il tour alla fabbrica del whiskey Jameson, tour guidato a differenza di quello della guinness, più corto ma più interessante. A qualche volontario scelto fra il pubblico (presente! :) ) viene data la possibilità di assaggiare una versione più rinomata del Jameson e confrontarlo con dello Scotch scozzese e del Jack Daniel’s Americano.
      • Mangiata una full irish breakfast al Kingfisher (foto foodspotting, voto 7).

Altre cittine degne di nota:

  • Killarney
      • Ci siamo passati più volte, città di smistamento per la ring of kerry e la dingle penisola. Dormito 2 volte, se si è in tenda campeggiare nel parco vicino al centro città sembra essere una prassi :) .
      • Mangiato prima al Caragh Resturant una Seafood Chowder (foto foodspotting, voto 7+), poi al Sceal Eile Restaurant un BLT (foto foodspotting, voto 8).
  • Dingle
      • Città portuale, con pub tipici, bell’ostello con prato per tende.
      • Birra tipica, messa in commercio solo da luglio 2011, Crean’s, si trova ovviamente solo qui (e nemmeno in tutti i pub).

Io

Riguardo questioni un po’ più personali posso dire che sono rimasto molto sopreso dal fatto che, tornato a casa, non ero assolutamente pronto per rimanerci, mi sarei rimesso in viaggio subito; è strano perchè tornato dall’Islanda non mi era successo.

Riguardo viaggi futuri annuncio qui :) che il prossimo viaggio lo farò da solo, probabilmente in bici! E già da quando ero lì che ci penso. Non so ancora dove.

Ho scritto un poema, lo so. Se avete letto fino in fondo non posso che farvi i compliementi ;) .

P.S. Aneddoto, a Cork abbiamo attaccato bottone con un gruppo di ragazzi che abitavano lì, ad un certo punto della conversazione mi hanno detto “You look irish!”

Ecco l’album pubblico delle foto su Google+.



Posted from Padova, Veneto, Italy.

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Il cielo d’Irlanda

By monossido On luglio 26th, 2011

E dopo l’Islanda, quest’anno ci aspetta l’Irlanda come meta per il nostro “Travel Different” (che è anche un blog lanciato recentemente da alcune persone appassionate di viaggi). Partenza domani, aereo ore 11.

Il blog, quasiarrivati.com, continuerà ad essere il punto di riferimento dei nostri viaggi (si, stessi compagni di viaggio!). Probabilmente anche l’account twitter mio (Lorenzo aka Monossido) e di Edoardo (aka Dodazzo) rimarranno aggiornati.

“Dal Donegal alle isole Aran
E da Dublino fino al Connemara
Dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
Il cielo d’Irlanda si muove con te
Il cielo d’Irlanda è dentro di te “

(Massimo Budola / Fiorella Mannoia)

Per i prossimi 20 giorni cercheremo quindi di scrivere il più possibile sul blog evitando di riproporre quegli aggiornamenti a “singhiozzi” che hanno caratterizzato il tour in Islanda (chi ci ha seguito l’anno scorso sa bene di cosa parlo!).

See ya!


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Iceland, this way ->

By monossido On settembre 8th, 2010

Questo post è stato pubblicato precedentemente sul mio blog, è stata una cosa improvvisa(ta) e ora lo riporto anche qua ;) .

Devo scrivere dell’Islanda, voglio scrivere dell’Islanda…! Fra qualche anno rimarranno solo le foto e i miei ricordi, sempre più flebili.

L’Islanda è da capire, puoi scoprire il lato turistico degli islandesi a Reykjavik e sbirciare la natura facendo il famoso Golden Circle a bordo di un’auto noleggiata.

Ma sai che ti perdi la vera ospitalità islandese.

Quella degli automobilisti che si fermano al primo pollice alzato che chiede autostop (anche se vengono dalla parte opposta e non possono caricarti in macchina!), gli stessi che non si limitano a lasciarti sulla strada, ma ti portano fino davanti al campeggio perdendo una buona mezz’ora del loro tempo, o che ogni volta che devono lasciarti in un posto che sanno che non conosci ti spiegano dov’è la fermata dell’autobus, il centro infrmazioni e la direzione per la prossima cittadina.

Quella che ci tiene a farti sapere come si mangiano da loro le patatine, con un miscuglio di spezie tipo sale, pepe e paprica e con la loro salsa, la Kokkteilsósa.

Quella del “The Great Fish Day” (Fiskidagur in islandese) a Dalvik, pesce a volontà (all you can eat) gratis! (purtroppo non ci siamo stati, ma in campeggio a Reykjavik delle signore distribuivano pesce gratis proprio quel giorno).

Quella del non dover chiedere indicazioni, basta che ti fai vedere un pò disorientato e vedrai che un islandese si fermerà e ti chiederà se hai bisogno di aiuto.

Quella del “You can stay in my garden” alle 5-6 di sabato mattina mentre eravamo diretti al campeggio zaini in spalla.

Quella del fermarsi a chiaccherare dai finestrini della macchina, sempre alle 5-6 di sabato mattina.

Quella del fare amicizia con 3/4 dei passeggeri dell’autobus che ti porta in mezzo alle montagne.

Poi sai che ti perdi la vera natura islandese.

In realtà bisognerebbe girare tutta l’isola per vedere tutta la natura, ma il trekking di Landmannalaugar a poco più di 100km da Reykjavik ne è l’esempio migliore.

La natura qui cambia spesso colori e conformazione, ma rimane sempre spoglia e inospitale tanto quanto spettacolare alla vista. Quando camminavo in quei posti sapevo di essere di passaggio, sapevo che tutti noi stavamo godendo di quei panorami solo momentaneamente, la natura lì non ci vuole.

Non parlo di una cima di una montagna dove basta scendere qualche centinaia di metri e già puoi coltivare, no, lì a distanza di qualche chilometro la natura era deserto multicolore. Anche il verde lì non rappresenta la vita, il muschio, che in alcune zone è presente abbondantemente, cresce di qualche centimetro in decenni.

Rimane solo l’acqua, fredda, proveniente dai ghiacci, a rappresentare la vita.

Tutto questo senso di natura inospitale con panorami spettacolari e unici è ancora più forte quando si percorre il sentiero che da Þórsmörk arriva a Skogar passando a 1100m fra il famoso ghiacciaio Eyjafjallajokull e il ghiaggiaio Mýrdalsjökull. Si parte dalla valle (abbastanza rigogliosa) di Þórsmörk, poi più si sale più il panorama si scurisce, distese di sabbia e rocce nere per ore.

Lì il morale iniziava a farmi brutti scherzi (testimone di ciò sono le poche foto), il sentiero era duro e pioveva, il panorama sempre nero e con il nulla attorno che non aiutava. La ricompensa poi è una tranquilla discesa a Skogar con vista oceano.

Questo post è stato concepito in pochi minuti, il risultato non so come sia :) . La cosa che mi ha fatto venire voglia di scrivere è stato aver rivisto le foto per fare una super-selezione da mettere sul mio account picasa. Se non le avete ancora viste e avete voglia di vedere più di una super-selezione andate su quasiarrivati.com.

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Habemus Photo!

By Dodo On agosto 26th, 2010

Finalmente siamo riusciti ad uppare totalmente l’album delle foto fatte in Islanda (650 foto).

Questo è l’indirizzo della gallery : http://www.quasiarrivati.com/images/Iceland

Buona Visione! ;)

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Kveðja Ísland

By Dodo On agosto 11th, 2010

“Iceland: been there, done that”

Cita un motto islandese abusato usato su magliette tazze e magneti venduti negli shop lungo il centro di Reykjavik. Finalmente possiamo dirlo anche noi a gran voce:  siamoarrivati!

Sono stati quattordici giorni lunghi e faticosi ma straordinariamente intensi; non c’è maniera migliore di vivere la natura islandese se non quella di affrontarla a piedi, ad armi pari. La fatica, la sofferenza e il dolore non sono mancati in questa piccola grande avventura. Abbiamo affrontato tutti gli ostacoli propostici lungo il cammino.

E’ stata un esperienza unica, non potremmo mai dimenticare quelle lande desolate così come i monteplici paesaggi di cui i nostri occhi hanno potuto godere. Nel clima freddo e ostile, il calore e l’accoglienza del popolo islandese non si è fatta mancare sostenendoci nei momenti più duri anche quando il solo fermarsi per un pasto caldo sembrava un sogno irrealizzabile.

Abbiamo affrontato la sfida consci che non sarebbe stata una passeggiata: ma si sa senza sofferenza non c’è gloria. :)

Quasiarrivati.com

*Kveðja Ísland = Arrivederci Islanda



Posted from Padua, Veneto, Italy.

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Quasi arrivati

By monossido On agosto 5th, 2010

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Ottanta km di trekking dal nostro ultimo aggiornamento.

Con l’arrivo a Skogar ieri sera abbiamo ufficialmente concluso il nostro hiking trail in Islanda, attraversando il Laugavellir (Landmannalaugar – Thosmork) in 3 giorni. Siamo inoltre riusciti ad oltrepassare il passo tra il vulcano Eyjafjallajokull e il ghiacciaio Myrdalsjokull (1078m) scendendo fino a Skogar (0m) il quarto giorno.

Riuscire a descrivere la bellezza e la varietà dei paesaggi che abbiamo incontrato è impresa impossibile. Neve, campi di lava, pianure lunari ricolme di cenere vulcanica, deserti di sabbia nera e colline verdeggianti, tutto in 80km!

Ci dispiace non essere riusciti ad aggiornare day by day il blog, ma nelle zone centrali non è stato possibile trovare una connessione wireless. In ogni caso abbiamo tenuto un diario quotidiano dall’inizio della nostra avventura, il quale verrà trascritto sul blog al nostro ritorno in Italia.

Vi stiamo aggiornando dal campeggio di Reykjavik, arrivati da Skogar dopo numerosi autostop, hitchhiking rulez!

Ora dopo dieci giorni di risotti e numerosi chili da recuperare, andiamo finalmente a banchettare nel centro della capitale.

Il team di quasiarrivati.com

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Itinerario Islanda

By Dodo On luglio 23rd, 2010

1° Giorno (24/7) : Arrivo a Reykjavik previsto per 3.20am, alloggiamo in Ostello (arrivo per le 4.30).
2° Giorno (25/7) : Giornata interamente da passare a Reykjavik in cerca delle mappe da comprare.
3° Giorno (26/7) : Partenza alle 8.00am per il parco naturale di Þingvellir. Arrivo previsto per le 10.30, passeremo la giornata interamente nel parco gironzolando nei dintorni. Si dorme in campeggio.
4° Giorno (27/7) : Partenza la mattina presto in direzione di Geysir (40km a est). Dormiamo in tenda lungo il tragitto
5° Giorno (28/7) : Arrivo nel primo pomeriggio a Geysir. Visitiamo Geysir+Gulfoss e dormiamo in loco sempre in tenda a Gulfoss.
6° Giorno (29/7) : Partenza la mattina presto in direzione del vulcano Hekla. Dormiamo ai piedi del vulcano.
7° Giorno (30/7) : Trekking su Hekla e sul pomeriggio tardi ripartiamo in direzione di Landmannalaugar. Dormiamo lungo il percorso.
8° Giorno (31/7) : Partenza la mattina in direzione del rifugio della regione Landmannalaugar (900m c.a) e pernottamento nei dintorni della cima.
9° Giorno (1/8): Partenza dalla cima e inizio percorso trekking Landmannalaugar (destinazione iniziale Þórsmörk). Dormiamo lungo il percorso.
10° Giorno (2/8) : Continuamo il trekking lungo Landmannalaugar e dormiamo a destinazione (Þórsmörk).
11° Giorno (3/8) : Partenza da Þórsmörk, andiamo a vedere Eyjafjallajokull. Arrivo alla cittadina di Skogar. Dormiamo nei paraggi.
12° Giorno (4/8) : Visita in giornata dell’isola di Vestmannaejar e dormiamo al ritorno dal traghetto sulla spiaggia.
13° Giorno (5/8) : Autobus per Reykjavik e pernottamento in città.
14° Giorno (6/8) : Giornata a Reykjavik e pernottamento in città.
15° Giorno (7/8) : Visita alla Blue Lagoon e partenza alle 17.30 per Milano/Bergamo.

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Bonjour!

By Dodo On luglio 23rd, 2010

Hoooooola.

Il primo post serio del blog non poteva che essere scritto da me (Dodo/Edo/Cucciolo) eheh. Eccoci qua a meno di 48 ore dalla partenza della prima spedizione del team “Quasiarrivati.com”, un nome, una certezza (de che?).

Destinazione? Islanda. Una piccola (?) isola del nord europa situata appena sotto il circolo polare artico ed esattamente sopra la frattura geologica del medio atlantico. Nei 14 giorni di permanenza (13 visto che arriviamo alle 3 di notte) cercheremo di percorrere circa 200Km a piedi partendo dal parco naturale di Þingvellir il 25/7, situato a circa 40Km a est di Reykjavík e arrivando nella cittadina di Skogar sulla costa meridionale dell’isola.

Le mete “salienti” del percorso saranno :

Gulfoss

Geysir

Hekla

Landmannalaugar

Eyjafjallajokull

Domani in giornata buttiamo giu a computer l’itinerario completo che abbiamo previsto e lo uppiamo direttamente qua sul blog. Purtroppo a causa di alcuni problemi logistici non siamo ancora riusciti ad avere in mano le mappe topografiche 1:50,000 e non riusciremmo ad avercele fino a quando non saremo in Islanda. Per questo motivo l’itinerario potrebbe subire (diverse) variazioni lungo il percorso.

A domani!

Cyà!

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